La canapa per curare il buco dell’ozono

I gas emessi dalle attività industriali, le auto e i mezzi di trasporto in generale si stanno accumulando nell’atmosfera. In particolare la Co2 è il gas che con maggiore responsabilità sta contribuendo all’aumento del buco dell’ozono.

Tutti i cespugli, i rampicanti e gli alberi che ci circondano giocano un ruolo chiave nell’assorbire l’anidride carbonica presente nell’atmosfera e un nuovo studio certifica ora, come attualmente stiano contribuendo a ridurre la quantità di CO2. Le piante terrestri stanno rimuovendo circa il 29% delle nostre emissioni che, se ciò non avvenisse, porterebbero ad un’ulteriore crescita della concentrazione di CO2 in atmosfera

La Co2 per le piante è un concime naturale che viene utilizzato dalle stesse nella fotosintesi dando così modo alle stesse di crescere sempre più rigogliose. Da ciò deriva il fatto, ed esistono prove, che gli alberi hanno più foglie e che c’è più legna, e la legna è proprio il posto dove va a finire la maggior parte della CO2 assorbita dalle piante.

Le varie deforestazioni stanno lasciando spazio ad ampie zone dedicate all’agricoltura con una drastica diminuzione dell’assorbimento della CO2. Ed ecco che entra in campo LA CANAPA che proprio grazie alla sua struttura foliare, piu ampia e folta, e la rapida crescita contribuisce in modo sostanziale alla fissazione del carbonio e quindi all’abbattimento di COpresente in atmosfera, inoltre l’utilizzo di tutta la pianta, dai fiori ai semi, dalle foglie ai fiori e lo stelo, in molti settori industriali crea un ciclo completo del tutto bio compatibile ad impatto zero. Numerosissimi studi basati sull’analisi LCA, ovvero la valutazione del ciclo di vita di materiali, nella fattispecie derivanti dalla canapa, suggeriscono che tutti i materiali presi in considerazione hanno un apporto negativo di anidride carbonica in atmosfera e che quindi, sostanzialmente, la canapa contribuisce all’abbassamento di gas serra in atmosfera.

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